Henry-Louis Bergson
Il filosofo Henri-Louis Bergson nasce a Parigi il 18 ottobre 1859 e muore il 4 gennaio 1941. Per molti anni professore al Collegio di Francia, membro dell’Académie francaise, nel 1928 vince il premio Nobel per la letteratura. Ebreo di nascita, il suo pensiero lo porta ad orientarsi verso il cattolicesimo ma rinuncia ad una vera e propria conversione per l’ondata di antisemitismo che va dilagando nel mondo. Nella capitale francese occupata dalle truppe tedesche, Bergson, ormai paralizzato da anni a causa di una severa forma di ARTRITE REUMATOIDE, si fa portare in sedia a rotelle di fronte al Municipio per riaffermare la sua origine semita in solidarietà con i fratelli ebrei perseguitati. È l’ultima battaglia per la dignità umana di un pensatore che, criticando sia l’idealismo classico sia le impostazioni deterministiche, mette al centro della propria riflessione la “coscienza” e il suo dato originario che B. chiama “durata reale”. L’esistenza spirituale, corrente continua che muta senza tregua, sfugge alla comprensione dell’intelletto scientifico: la durata della coscienza è irriducibile al tempo omogeneo e uniforme costituito da istanti tutti uguali che si succedono, tempo “spazializzato” e, per questo, misurabile. Nel tempo vissuto, tempo dell’io non-oggettivabile, si trova ciò che vi è di più proprio nella vita cioè la continuità del divenire. Questo non significa negare la materialità del corpo né i risultati acquisiti dalla scienza ma, semplicemente, riconoscerne i limiti. Oltre l’intelligenza scientifica, l’uomo può attingere ad una facoltà superiore, l’intuizione consapevole, grazie alla quale si apre un pensiero in grado di rivelarci il tempo della coscienza e quello “slancio vitale”(èlan vital) che è la forza creatrice di ogni evoluzione biologica.

In campo morale Bergson contrappone alle società chiuse che si sono storicamente determinate, fondate sull’abitudine e il conformismo, una società aperta nella quale l’uomo può continuare il movimento creatore dell’ èlan vital. In questo spazio può svilupparsi una religione diversa, non più orientata alla conservazione dell’organismo sociale come quelle tradizionali, ma eminentemente dinamica, che trova la sua ispirazione nei grandi mistici cristiani. Come S. Paolo, S. Caterina, S. Francesco o Giovanna d’Arco  per i quali l’estasi è il punto di partenza di un’azione efficace nel mondo.

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