Polimialgia reumatica

Che cos’è la polimiagia reumatica

La polimialgia reumatica è una patologia infiammatoria cronicache colpisce persone di età superiore ai 50 anni, avendo la sua massima incidenza intorno ai 73 anni. Le donne sono colpite più frequentemente degli uomini.

Cause

La causa non è nota. Sono stati ipotizzati diversi fattori che potrebbero contribuire all’ insorgenza di malattia: fattori genetici, ambientali e ormonali, ma ad ora non vi è una causa definita.

Sintomi

La malattia si manifesta con dolore muscolare, rigidità e impaccio al movimento del collo, delle spalle e delle anche. Il disturbo è solitamente bilaterale. Caratteristicamente l’esordio è improvviso, acuto. Il paziente avverte dolore e limitazione nell’ eseguire movimenti grossolani, per esempio non riesce più a sollevare le braccia, ad alzarsi dal letto eraggiungere la posizione eretta. La rigidità al mattino è di lunga durata (superiore ai 30 minuti) con difficoltà ad intraprendere il movimento dopo un periodo di riposo. La mobilità passiva e la forza sono conservate.

Quasi un paziente su 2 ha anche sintomi sistemici, ossia stanchezza, febbricola, inappetenza e calo di peso.

Una minoranza di pazienti presenta gonfiore, tumefazione al dorso delle mani (e più raramente dei piedi) con dolore e incapacità a stringere il pugno. Questa manifestazione è espressione dell’infiammazione della guaina dei tendini dei muscoli estensori e flessori delle dita. Tale condizione,nota come RS3PE (sinovite simmetrica sieronegativa remittente con edema improntabile,dall’acronimo inglese che ne riassume le caratteristiche), non è esclusiva della polimialgia reumatica ma si può riscontrare anche in altre malattia reumatiche. Infine alcuni pazienti presentano una vera e propria artrite, non erosiva che risponde prontamente alla terapia.

Poco meno del 20% dei pazienti con polimialgia reumatica soffre anche di una forma di vasculite dei grossi vasi, spesso subclinica, ma talvolta evidente con i segni e i sintoni dell’arterite temporale o di Horton. Si tratta dell’infiammazione di vasi di grosso calibro, tra di essi l’arteria temporale viene più frequentemente coinvolta, da cui il nome. Le due patologie hanno molti aspetti in comune ma si differenziano per l’approccio diagnostico-terapeutico e per le possibili evoluzioni di malattia che nell’arterite di Horton sono più temibili rispetto alla polimialgia reumatica.

Diagnosi

La diagnosi di polimialgia reumatica è clinica. La raccolta accurata dell’anamnesi e la visita medica, supportati dagli esami bioumorali,conducono alla diagnosi. In questa fase è importante discriminare altre forme che clinicamente somigliano alla polimialgia reumatica, come ad esempio l’artrite reumatoide, la fibromialgia, le artriti microcristalline, oltre alle forme paraneoplastiche. Agli esami ematochimici classicamente VES e PCR presentano valori elevati, il fattore reumatoide e gli anticorpi anticitrullina sono negativi e gli indici di lisi muscolare (CPK e mioglobina) sono nella norma. Le indagini di imaging non sono necessarie per la diagnosi, se non per escludere altre forme. L’ecografia e la RMN mostrano interessamento delle strutture periarticolari, come tenosinovite del bicipite o borsite trocanterica e sottoacromiondeltoidea.

La prognosi è in generale buona, migliore in assenza di arterite gigantocellulare. Tuttavia fino al 50% dei pazienti va incontro a riaccensioni della sintomatologia, soprattutto se la terapia è stata ridotta o sospesa precocemente. Infine le donne sono a maggior rischio di riacutizzazioni.

Trattamento

La terapia è rappresentata dai corticosteroidi, il cui dosaggio va ridotto lentamente. La risposta è caratteristicamente rapida: pronta risoluzione dei sintomi già dai primi giorni e normalizzazione degli indici di infiammazione (VES e PCR) in circa 2-3 settimane.La terapia va condotta per un lungo periodo, 1-2 anni per evitare riacutizzazioni di malattia.I FANS (Farmaci Anti-Infiammatori Non Steroidei) non sono consigliati per questa patologia. Il methotrexate viene prescritto ai pazienti che sviluppano frequenti riaccensioni di malattia e in quelli che non possono tollerare i corticosteroidi per lungo periodo.I farmaci biologici inibitori del TNFalfa non trovano applicazione in questa patologia.Altri farmaci, convenzionali e biologici, già utilizzati in altre malattie reumatiche, sono in fase di sperimentazione per valutarne l’efficacia nei pazienti affetti da polimialgia reumatica. Accanto alla terapia farmacologica è importate che il paziente esegua esercizio fisico allo scopo di mantenere la massa e la funzione muscolare e prevenire il rischio di cadute, specialmente nelle persone più anziane e fragili.


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