Artriti e Spondilodisciti batteriche

Che cosa sono le artriti e spondilodisciti batteriche

Si tratta di artriti causate da batteri che si localizzano nelle articolazioni causandone l’infiammazione. La cartilagine nell’articolazione, che è essenziale per la funzione normale delle articolazioni, può essere distrutta o danneggiata in modo permanente in alcune ore o giorni.

Cause

I batteri più spesso responsabili sono: Staphylococcus aureus, Haemophilus influenzae, Escherichia coli, salmonelle, Pseudomonas, Staphylococcus epidermidis, brucelle, streptococchi. Inoltre ci sono anche artriti causate da gonococco e da micobatterio tubercolare. Talvolta più microrganismi sono contemporaneamente responsabili dell’artrite infettiva.

I batteri si diffondono all’articolazione solitamente attraverso il torrente ematico, cioè durante una sepsi (infezione del torrente ematico) causata a sua volta da una infezione localizzata, per esempio una polmonite. Altre vie di ingresso più rare sono una infezione adiacente (ascessi contigui all’articolazione, focolai di osteomielite o una ferita infetta) o l’articolazione può essere infettata direttamente se contaminata durante un intervento chirurgico o a causa di una iniezione o trauma (come ferita da morso di cane gatto o ratto). A volte la fonte di partenza dell’infezione rimane sconosciuta.

L’artrite infettiva può manifestarsi in soggetti sani anche se più frequentemente colpisce soggetti che presentano fattori di rischio. Per esempio è più frequente nei bambini e negli anziani in quanto presentano una riduzione di efficacia delle difese immunitarie. Una maggiore frequenza di artriti batteriche è stata dimostrata in altre condizioni di deficit del sistema immunitario come neoplasie, diabete, malattie che richiedono una terapia immunosoppressiva. Altri fattori di rischio che ne facilitano l’insorgenza sono la presenza di protesi articolari o comunque articolazioni di per sé già danneggiate (per esempio in pazienti affetti da artrite reumatoide, gotta, artrosi grave).

Sintomi

Nella maggior parte dei casi i sintomi dell’artrite infettiva causati da batteri iniziano rapidamente, entro poche ore o un paio di giorni. L’articolazione infettata diventa molto dolorosa e, a volte rossa e calda. Nell’articolazione infettata si raccoglie del liquido, che causa gonfiore e rigidità. Solitamente si sviluppa febbre (≥ 38°C), spesso associata a brivido. Nella maggior parte dei casi è colpita una sola articolazione, più frequentemente il ginocchio nell’adulto e l’anca nel bambino. Tuttavia tutte le articolazioni potenzialmente possono essere colpite, come per esempio le articolazioni sacro-iliache, la colonna vertebrale, la sterno-claveare.

Diagnosi

La diagnosi di certezza si ha solo quando si individua il germe all’esame batterioscopico o colturale del liquido articolare (sinoviale) prelevato con un ago (artrocentesi). Se i batteri crescono in coltura, il laboratorio può eseguire degli esami per scoprire a quali antibiotici sono sensibili.

Un’altra indagine utile sul liquido sinoviale è la conta dei globuli bianchi che risultano quasi sempre > 50.000/mmc.

Agli esami del sangue si evidenzia un aumento dei globuli bianchi, VES e PCR. L’emocoltura è un altro esame importante in quanto i batteri possono essere presenti anche nel torrente ematico.

La radiografia articolare può risultare negativa, specie in fase precoce, ma è comunque utile a valutare altre cause potenzialmente responsabili dei sintomi. Alla radiografia, in alcune infezioni (E. coli, batteri anaerobi) è visibile gas in cavità articolare. Altre indagini utili sono la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica (RM) che evidenziano in modo più preciso l’alterata anatomia articolare.

Trattamento

  • Antibiotici. È importante iniziare ad assumere antibiotici tempestivamente, non appena si sospetta un’infezione articolare, addirittura prima che il laboratorio abbia identificato l’organismo infettante. Per evitare un danno articolare permanente viene somministrata un’associazione di antibiotici “ad ampio spettro” che uccidono i batteri ritenuti i più probabilmente responsabili dell’infezione. Gli antibiotici sono inizialmente somministrati per via endovenosa, per assicurarsi che una quantità sufficiente di farmaco raggiunga l’articolazione infetta. Se gli antibiotici sono efficaci contro i batteri, il miglioramento in genere si verifica entro 48 ore. Non appena il medico riceve i risultati del laboratorio che permettono l’identificazione del batterio e della sua sensibilità, la scelta dell’antibiotico potrà essere più mirata contro il microrganismo patogeno. E’ necessario utilizzare l’antibiotico per via endovenosa per 2-4 settimane. In seguito, gli antibiotici vengono somministrati per via orale a dosi piene per almeno altre 2-3 settimane.
  • Drenaggio del pus. Il medico spesso drena il pus con un ago (artrocentesi) per impedirne l’accumulo, dal momento che esso può danneggiare l’articolazione e rendere meno efficace la terapia antibiotica. L’artrocentesi viene spesso effettuata più di una volta. Se il drenaggio con un ago è difficile o non ha successo, può essere necessaria un’artroscopia oppure un intervento chirurgico. Talvolta si lascia in sede un tubo di drenaggio dal quale si eseguono anche irrigazioni con soluzione fisiologica sterile.
  • L’articolazione va tenuta a riposo durante la fase acuta per contribuire a ridurre il dolore ma, appena possibile, va eseguita la fisioterapia per rafforzare i muscoli circostanti, prevenirne la rigidità e favorire il recupero della funzione articolare.
  • I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono aiutare ad alleviare dolore, infiammazione e febbre.

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